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L’eternità del presente nelle opere di Namsal Siedlecki

di Alberto Villa
Namsal Siedlecki

Namsal Siedlecki

Un’arte che vuole essere contemporanea non può tralasciare il passato, anzi, deve nutrirsene per dialogare al meglio con il presente. Ma cos’è poi il “presente” se non un fugace istante tra il passato e il futuro? Esiste davvero una distinzione fra ieri, oggi e domani o siamo immersi nelle acque di un fiume cangiante ma che scorre inesauribilmente in avanti? Kierkegaard intende il presente come una “parodia dell’eterno” sostenendo, invece, che l’eterno sia il vero presente. L’opera Viandante di Namsal Siedlecki sembra accostarsi a questa concezione del tempo, dimostrando, anche nelle nostre quotidiane relazioni, quanto i concetti di prima e dopo siano futili se assunti come parametri, in quanto mera funzione dell’eternità.

Namsal Siedlecki

Namsal Siedlecki
L’eternità del presente nelle opere di Namsal Siedlecki – Namsal Siedlecki, Viandante, 2020 Ph: Leonardo Morfini

Namsal Siedlecki nasce a Greenfield (USA) nel 1986. Oggi vive e lavora a Seggiano, in provincia di Grosseto. La sua ricerca artistica origina dagli oggetti, dalle tecniche e dalle tradizioni: la loro coesistenza con le istanze contemporanee diventa occasione per una riflessione sui rapporti sociali e antropici. Il linguaggio artistico di Siedlecki integra spesso organico e inorganico: esempi sono le opere del 2016 Spermoderm (una zucca da 700 kg aperta per mostrare i suoi stessi semi rivestiti di nickel) e Limes (in cui l’artista mescola le ceneri di un lupo ucciso dai bracconieri e successivamente cremato a del vetro fuso).

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Viandante è un’opera del 2020, le cui radici, però, affondano nel fecondo terreno della Storia, fino a più di duemila anni fa. Le popolazioni galliche del I secolo a.C., infatti, usavano scolpire statuette in legno, raffiguranti solitamente parti del corpo o addirittura figure umane intere. Si credeva che gettare tali manufatti nelle acque delle sorgenti garantisse una buona ventura, un po’ come noi usiamo lanciare le monetine all’interno delle fontane. La mente di Siedlecki ha notato e proficuamente analizzato questa connessione. Viandante nasce così, dall’incontro di due diversi filoni folcloristici propiziatori, per poi dar vita a una riflessione sulla società contemporanea e sulle relazioni che la regolano.

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Namsal Siedlecki
L’eternità del presente nelle opere di Namsal Siedlecki – Esempi di ex voto di Clermont Ferrand, ispirazione per l’opera di Siedlecki (Courtesy: Musée Bargoin de Clermont-Ferrand, FR)

Protagoniste dell’opera sono due riproduzioni degli ex-voto gallici, realizzate utilizzando lo zinco ricavato dalla fusione di circa centomila monetine recuperate dalla Fontana di Trevi. Le statuette (due identiche repliche di uno dei manufatti ritrovati nell’area di Clermont-Ferrand) sono posizionate l’una davanti all’altra e sistemate all’interno di una vasca. Quest’ultima è riempita con un liquido che consente l’applicazione della galvanostegia, anche nota come bagno galvanico, ovvero un procedimento che permette il passaggio di ioni (e materia) da un oggetto all’altro.

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In questo caso, una delle statuette funge da catodo (polo positivo) e l’altra da anodo (polo negativo): mediante un generatore di corrente, si applica una differenza di potenziale che consente agli ioni di spostarsi da un polo all’altro, trasformandosi in atomi metallici e depositandosi sul catodo; contestualmente, l’anodo (che viene appunto definito “sacrificale”) perde materia. Sebbene le due statuette inizialmente siano identiche, dunque, una volta innescato il processo, una delle due si irrobustirà gradualmente. L’altra, invece, si assottiglierà sempre di più, fin quasi a scomparire del tutto. A questo punto, la polarità della vasca galvanica viene invertita e lo scambio unidirezionale di materia cambia verso.

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L’eternità del presente nelle opere di Namsal Siedlecki – Le due statuette dopo il bagno galvanico, visibilmente modificate (photo credits: Like A Little Disaster)

Il passaggio di materia avviene dunque nel contesto di un eterno ritorno del presente: il passato, rappresentato dall’originaria uguaglianza delle statuette, e il futuro, ovvero la costante diversità a cui sono destinate, si incontrano nel momento dello scambio e del contestuale sacrificio. Siedlecki immagina i due ex-voto come fratelli gemelli, legati in perpetuo da un rapporto indissolubile.

Le statuette di zinco sono prigioniere di un meccanismo a esse imposto dall’uomo, in un continuo e mutuo rapporto di dare senza avere, e vice versa. Viandante racconta di oggetti che cambiano, pur rimanendo gli stessi: la materia non si crea e non si distrugge, si trasforma. C’è un equilibrio, toccante, fra chi dona e chi riceve, senza condizione alcuna se non la promessa di una sistematica restituzione. Quest’opera racconta l’amore nella sua forma più pura: quella del dare tutto se stesso all’altro senza chiedere nulla in cambio, perché nel concetto stesso di amore è implicata la fede nella reciprocità.

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