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Il Gruppo N e l’arte contemporanea: una storia tutta padovana

di Elisabetta Roncati
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Grazie a Massimo Grassi e Guido Bartorelli, docenti UniPD e tra i curatori della mostra in corso al Palazzo del Monte di Pietà, ripercorriamo alcune delle tappe fondamentali della storia dell’arte che hanno coinvolto anche la città veneta.

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Arte cinetica, arte ottica, arte programmata, arte gestaltica, come la definiva Carlo Argan: tante nomenclature per correnti creative che hanno visto Padova come uno degli snodi fondamentali del loro percorso.

È quanto emerge visitando la mostraL’occhio in gioco. Percezione, impressioni e illusioni nell’arte”, ma vale la pena approfondire il discorso.

Siamo nel 1960 e proprio a pochi passi dalla sede attuale dell’esposizione, in Via San Pietro n.3, cinque artisti diedero vita al Gruppo N. Sono Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi e Manfredo Massironi, ma a loro poco importava essere riconosciuti in maniera individuale. Credevano fermamente nello spirito collettivo e spesso firmavano con il nome del Gruppo anche le singole opere. Erano per la maggior parte studenti di architettura interessati ad indagare il mondo della percezione e a coinvolgere lo spettatore delle loro opere chiamato ad interagire con le creazioni.

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Il Gruppo N e l’arte contemporanea: una storia tutta padovana – Immagine dall’esposizione

Il nome del Gruppo derivava dal greco Ennea (“nove”): epiteto di un’associazione padovana di artisti sorta nel 1959, formata da nove membri e presto scioltasi.

Le prime esposizioni del Gruppo N crearono accesi dibattiti nella città veneta, ma non solo. Saranno fondamentali anche le relazioni instaurate con un altro collettivo, che si era costituito un anno prima a Milano: il Gruppo T. Di quest’ultimo facevano parte Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi e Grazia Varisco. “T” era l’abbreviazione di tempo ed assieme ai creativi padovani nel 1962 daranno vita alla mostra “Arte programmata” nei Negozi Olivetti di Milano e Venezia, curata da Bruno Munari con catalogo di Umberto Eco. Un caposaldo della storia dell’arte assieme agli interventi del Gruppo Zero tedesco e dei francesi MOTUS.

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Il Gruppo N e l’arte contemporanea: una storia tutta padovana – Gruppo N, “Rilievo ottico dinamico o Rilievo manipolabile”, 1962

Ma che tipo di arte era quella dei Gruppi N e T?

Come affermato dal Prof Guido Bartorelli, il processo, l’interazione ed il movimento erano i capisaldi fondamentali. Le opere in sé erano fisse, ma il movimento era dato dallo spostarsi dello spettatore di fronte alle illusioni ottiche messe in scena. Non erano artisti che traevano ispirazione dalle emozioni, bensì erano attenti ai processi scientifici ed industriali.  Molte loro opere si basavano dunque sull’attivazione di meccanismi visivi.

Un’arte al passo con i tempi: quelli della Rivoluzione industriale e della nascente società di massa. L’artista, quindi, doveva ripensare il suo ruolo di conseguenza.

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Il Gruppo N e l’arte contemporanea: una storia tutta padovana – Gruppo N, “Struttura cinetica”, 1964

Come già anticipato, ben presto le novità scaturite dalle ricerche del Gruppo N travalicarono i confini cittadini facendo gola ad istituzioni quali La Biennale di Venezia. Infatti, nel 1964 il collettivo partecipò alla 32esima Biennale, domandando addirittura al celebre architetto Carlo Scarpa di progettare un’intera sala espositiva.  La fedele riproduzione del percorso è attualmente in mostra a Palazzo del Monte di Pietà, completa di tutte le opere dell’epoca.

Purtroppo, quello che doveva essere un punto di svolta segnerà invece la fine del collettivo. L’Esposizione Internazionale d’Arte di quell’anno viene ricordata come quella della “svolta”: il premio sarà assegnato a Robert Rauschenberg e la travolgente e accattivante Pop Art americana metterà in ombra la ricerca concettuale degli artisti padovani.

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Il Gruppo N e l’arte contemporanea: una storia tutta padovana – Robert Rauschenberg alla Biennale del 1964

E così, nonostante continuino i loro percorsi in maniera individuale, le novità che il Gruppo N aveva introdotto segneranno comunque un punto di svolta per la storia dell’arte. Non ultima la presenza nella loro sfera di influenza di una donna. Come a Milano si ricorda Grazia Varisco, a Padova si parla di Marina Apollonio. Figlia del celebre critico d’arte, la sua attività si sviluppa qualche anno più tardi rispetto ai componenti del Gruppo, ma il legame delle sue opere con la percezione visiva è fortissimo, come sottolineato dal prof Massimo Grassi.

Spirali, di cui una attualmente visibile nel cortile di Palazzo Bo, volumi circolari in movimento impensabili fino ad allora rendono la sua ricerca un unicum per l’epoca.

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Il Gruppo N e l’arte contemporanea: una storia tutta padovana – Marina Apollonio, “Spazio ad attivazione cinetica 6B”, 1966-2015

Opere di rottura con la tradizione precedente, messaggi forti e legami proprio con la psicologia della percezione: il Gruppo N aveva addirittura stretto dei rapporti diretti con il dipartimento universitario di psicologia. Una facoltà che nel tempo si è configurata come la più importante scuola in materia d’Italia. Il suo sviluppo rimonta all’inizio del secolo scorso grazie all’impegno di Cesare Musatti e Vittorio Benussi. I due si dedicarono anche allo studio dei fenomeni stereocinetici: illusioni derivanti da dischi grafici.

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Il Gruppo N e l’arte contemporanea: una storia tutta padovana – Ritratto di Vittorio Benussi

Dunque arte e scienza a Padova paiono sempre essere andate a braccetto, a dimostrazione di come siano vicine e di quanto la conoscenza umana non proceda per compartimenti stagni.

Come del resto rileva l’esposizione in corso a Padova fino al 26 Febbraio 2023. Mi raccomando non fatevela sfuggire: attualmente non esiste un unico museo che raccolga in maniera completa la storia di questi movimenti artistici d’avanguardia. “L’occhio in gioco. Percezione, impressioni e illusioni nell’arte” è una delle poche occasioni per vederne una ricostruzione così dettagliata.

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2 commenti

Riccardo Dus 14 Gennaio 2023 - 12:32

Grazie 🙏
L’ho letto con molto interesse
Complimenti

Reply
Elisabetta Roncati 31 Gennaio 2023 - 21:07

Grazie mille Riccardo! E’ un vero piacere ricevere commenti come il suo

Reply

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