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Dal Sudafrica alla California: il mondo dell’arte non dorme mai

di Elisabetta Roncati
Frieze Los Angeles

Pochi mesi fa si sono sovrapposte due importanti fiere d’arte con differenti focus principali: dalla contemporaneità del continente africano al panorama collezionistico statunitense.

Frieze Los Angeles

Se del primo aspetto e della Investec Cape Town avevamo già parlato in precedenza, è arrivato il momento di focalizzarci sull’avamposto a stelle e strisce del colosso londinese Frieze, ovvero Frieze LA. Nata nel 2019 la mostra mercato è stata la penultima a completare la serie di appuntamenti dedicati all’arte contemporanea, rispettivamente a Londra, New York e Seoul. Per quanto riguarda l’edizione 2023 (16/19 febbraio) è saltato subito all’occhio il cambio di location, pur sempre spettacolare: dai Paramount Pictures Studio di Hollywood all’aeroporto di Santa Monica. Leggendo le dichiarazioni di Christine Messineo, Frieze’s Director of Americas, grazie alla nuova ubicazione si è riusciti a dedicare più spazio alle gallerie e perfino ad attività culturali no-profit, garantendo in contemporanea un livello maggiori di servizi ristorativi ed affini.

Frieze Los Angeles

Frieze LA

Le gallerie partecipanti a Frieze LA sono state ben 120 da 22 nazioni, il 30% in più rispetto all’anno precedente, con una presenza di operatori italiani tra cui Massimo De Carlo, Kaufmann Repetto, Mazzoleni, Victoria Miro e Tornabuoni.

Il percorso era suddiviso in due sezioni principali: Main Section e Focus, lo spazio per gallerie attive da meno di 12 anni. Gli osservatori hanno evidenziato l’alta qualità dell’offerta artistica targata Frieze LA 2023, a tal punto da parlare di “golden age” della scena artistica californiana. Dal 2019, anno della prima edizione della mostra mercato, numerose gallerie internazionali hanno aperto spazi in città, andando a consolidare ulteriormente uno scenario istituzionale già ricchissimo.

Indubbiamente alcuni degli stand più citati per l’alto livello qualitativo sono stati: la locale galleria Anat Ebgi, che ha esposto lavori della scultrice filippino-americana Jane Margarette; Patron con opere dell’artista auto didatta Greg Breda; Marianne Boesky Gallery con lavori di Jennifer Bartlett; Stephen Friedman Gallery, con pezzi di Andreas Eriksson e Jeffrey Deitch grazie ad opere di Peter Shire.

Frieze Los Angeles

Frieze LA

Comunque quello che ha colpito di più è stato il panorama degli eventi cittadini connessi alla fiera: Frieze Projects, la parte non commerciale della fiera, ha portato l’arte fuori dagli stand con due programmi: “Now Playing” e “Against the Edge”, che si sono svolti in tutto il Westside.

Inoltre, come ogni mostra mercato che si rispetti, anche Frieze LA ha avuto i suoi consueti spin-off: Felix Art Fair, fondata nel 2018 ha esposto opere all’Hollywood Roosevelt Hotel: un luogo più intimo rispetto a quello di Frieze. Ha ospitato più di 60 gallerie. Invece il LA Art Show, la fiera d’arte più antica della città, è stata fondata più di 20 anni fa. Quest’anno ha occupato il LA Convention Center con oltre 120 gallerie. Una curiosità: molti dei partecipanti 2023 erano gallerie sudcoreane.

Los Angeles

Los Angeles

Imperdibile è stato soprattutto il programma pubblico di LA Art Show, (DIVERSEartLA) con opere sul tema del cambiamento climatico.

Il terzo spin-off è stata la quarta edizione dello Spring Break Art Show, allestito in un unico magazzino, Skylight Culver City, a circa 15 minuti di auto da Frieze.

Non è mancato anche un appuntamento dedicato esclusivamente alla fotografia: il Photo Forward Los Angeles.

Interessanti le consuete mostre speciali in musei ed istituzioni cittadine, tra cui: “William Kentridge: In Praise of Shadows” al The Broad contemporary art museum sulla Grand Avenue in Downtown Los Angeles; “Uta Barth: Peripheral Vision” al The Getty Center; “Bridget Riley Drawings: from the Artist’s Studio” al The Hammer Museum; “Milford Graves: Fundamental Frequency” all’ICA (Institute of Contemporary Art); “Coded: Art Enters the Computer Age, 1952–1982” e “New Abstracts: Recent Acquisitions” al Los Angeles County Museum of Art (LACMA); “Henry Taylor: B Side” e “Simone Forti” al MOCA, Museum of Contemporary Art LA.

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