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Dalla classicità alle avanguardie: l’arte di Giuseppina Bacci

di Elisabetta Roncati
Giuseppina Bacci

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta degli artisti protagonisti del progetto “Da Beatrice a Cecilia con gli occhi del domani”

E questa nuova “tappa” ci porta a conoscere l’artista romana Giuseppina Bacci.

Nelle sue creazioni l’amore per l’archeologia classica, l’indagine sullo spazio, la re-interpretazione degli assunti di alcuni maestri delle avanguardie si fondono per dare vita ad un unicum davvero particolare. Un altro pilastro fondamentale del lavoro dell’artista è l’uso del colore, in special modo le quattro tonalità primarie: ripropongono la realtà in maniera cristallizzata.

La grande passione per le cromie deriva dall’interpretazione delle opere di Wassily Kandinskji e dall’analisi dei suoi studi.

Giuseppina Bacci

Giuseppina Bacci
Dalla classicità alle avanguardie: l’arte di Giuseppina Bacci

Oltretutto Giuseppina è anche restauratrice e ciò le ha permesso di conoscere e sperimentare quasi tutte le tecniche pittoriche. Per lei l’arte è ed è stata prima una passione e poi una materia di studio, permettendole così di dare vita a composizioni ricercate, ma non prive di originalità e potenza espressiva.

Oltre a Kandinskji, altra fonte di ispirazione per l’artista è la corrente del Futurismo: non a caso la moltiplicazione dei piani pittorici è una delle caratteristiche di moltissime sue composizioni.

Come si evince da questa introduzione, la ricerca artistica di Giuseppina Bacci è il frutto di diverse passioni e competenze, unite tutte dallo studio dello spazio e della sua molteplice visione, ma sarà lei stessa a parlarcene nelle prossime righe.

E.R. Come è iniziata la tua avventura artistica? Giuseppina Bacci

G.B. La mia avventura artistica inizia subito dopo il liceo classico. La mia ricerca stilistica, lo studio delle tecniche del disegno e in seguito di quelle pittoriche iniziano parallelamente agli studi universitari. Un percorso non unico, non lineare, ma costante, fatto di passione, ricerca, studio e lavoro. Una costanza e una determinazione che mi permetterà, dopo qualche anno, di  vincere una borsa di studio, che  darà avvio alla mia “avventura”.

E.R. L’attività creativa è il tuo lavoro principale?

G.B. L’attività creativa non sempre coincide con il lavoro. Ad oggi non lo è ancora.

E.R. Da dove trai l’ispirazione maggiore? Giuseppina Bacci

G.B. L’ispirazione maggiore arriva dopo un processo di metabolizzazione “inconscia” della vita quotidiana e da alcune delle mie passioni (come la statuaria classica e l’archeologia ad esempio), ma anche dalla curiosità per le nuove tecniche.

Giuseppina Bacci

Giuseppina Bacci
Dalla classicità alle avanguardie: l’arte di Giuseppina Bacci – Confinamenti

E.R. Come mai hai scelto di partecipare al progetto espositivo “Da Beatrice a Cecilia con gli occhi del domani”?

G.B. Ho trovato il progetto molto interessante, non solo per la serietà degli organizzatori (Elisabetta Roncati e Michele Fiore), ma per l’evento culturale e la tematica scelta.

Un argomento che mi ha fatto riflettere sin da subito e ha fatto sorgere in me una serie di ragionamenti, elaborazioni e intuizioni che ho voluto riportare in un  lavoro inedito, creato  appositamente per la manifestazione.

E.R. Cosa ti colpisce o influenza delle figure di Dante e Leonardo da Vinci?

G.B. Dante Alighieri, il sommo poeta, e Leonardo da Vinci, il genio universale, sono i due pilastri e il vanto della cultura italiana nel mondo. Due artisti e intellettuali il cui processo creativo ha come punto di riferimento la realtà e l’attenta analisi dell’animo umano, con le sue debolezze e la sua forza. Due creativi, ma soprattutto due uomini che si sono misurati e hanno dialogato con la cultura del proprio tempo e con le loro vicende umane.

E.R. Puoi descriverci brevemente l’opera in mostra?

G.B. L’opera interpreta in chiave contemporanea la figura delle Muse nell’arte e nella cultura. Ho rappresentato un primo piano ravvicinato mettendo in evidenza, in modo parziale, lineamenti femminili come simbolo della donna musa del passato, sinonimo di ispirazione e di guida per eccellenza. Subito dopo segue una superficie specchiante dove si riflette l’immagine di chi osserva, diventando protagonista e inconsapevolmente musa. Quella superficie riflettente vedrà, infatti, l’immagine di un soggetto femminile dalle molteplici sfaccettature e da una forte e nuova identificazione con una pluralità di ruoli. Un’ immagine riflessa che diventa ritratto contemporaneo della figura femminile. Quelle “musae” siamo tutte noi. La parte finale della tela è lasciata come semplice superficie bianca, intesa come una nuova pagina pronta ad accogliere ulteriori progetti: per ogni nuovo lavoro ci sarà la sua “musa ispiratrice”.

Giuseppina Bacci

Giuseppina Bacci
Dalla classicità alle avanguardie: l’arte di Giuseppina Bacci “Musae-musarum”

E.R. Puoi svelarci alcuni dei tuoi progetti per l’anno appena incominciato?

G.B. Certamente! Sto lavorando alla trasformazione di un progetto digitale in una mostra fisica. Il progetto si intitola “Zona rossa zona gialla”: prende il nome dalle misure adottate tra i vari stati e regioni per indicare la condizione di emergenza causata dal Covid-19. Le opere realizzate sono una riflessione sulla pandemia e sulle sue conseguenze lavorative, affettive e sociali. Inoltre, tra gli altri progetti, vi è la realizzazione di tele molto grandi, legate ad un lavoro che dovrebbe partire in primavera.

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