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L’asta globale di Christie’s: il giro del mondo in 80 lotti

di Alberto Villa
Christies asta

Christies asta

Sono le 14.00 di martedì 23 marzo (ora italiana) e quella che, in condizioni normali, sarebbe stata una sala gremita di gente pronta ad alzare la paletta per cercare di aggiudicarsi le ambite opere, oggi è popolata solamente da alcuni esperti e dai loro telefoni. Dall’altra parte del filo ci sono clienti da tutto il mondo. L’asta, in questo periodo così complesso, ha perso la sua valenza di evento mondano, ma non la sua capacità di attirare l’attenzione di tutto il mondo dell’arte.

E uno dei fattori principali di questa capacità sono, inevitabilmente, le altissime cifre che le vendite sono in grado di realizzare. Si parte da Hong Kong con “Warrior, un’opera di Jean-Michel Basquiat dipinta nel 1982. La tavola è emblematica dello stile dell’artista e ha realizzato 41.6 milioni di $, costituendo un prezzo record per un’opera occidentale ad un’asta orientale.

Christies asta

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Jean-Michel Basquiat (1960-1988), Warrior, 1982. Acrilico, pastello a cera e vernice spray su pannello di legno, 183 x 122 cm. Courtesy Christie’s

Voliamo dunque virtualmente a Londra per l’evento clue: l’asta di arte moderna e contemporanea. In totale l’incanto ha totalizzato 165 milioni di $: un buon risultato, ma nulla di troppo entusiasmante se confrontato con l’elevato numero di lotti (cinquantacinque in tutto). Insomma, Christie’s non si avvicina, stavolta, ai propri record di vendita, ma ciò non vuol dire che non vi siano stati momenti importanti.

Una delle opere più contese, infatti, è stata “Game Changerdi Banksy. Il misterioso street-artist di Bristol aveva realizzato quest’opera in omaggio al personale sanitario inglese, che tanto si è sacrificato durante la pandemia. Osannata da alcuni, criticata da altri, quest’opera è senza dubbio testimonianza di un momento critico ed epocale per l’umanità. “Game Changerè stata venduta proprio dall’ospedale a cui Banksy l’aveva donata, realizzando la cifra (record per l’artista) di 23 milioni di $, devoluti poi in beneficenza.

Christies asta

Inoltre l’asta comprendeva molti altri nomi importanti, come Pablo Picasso, Francis Bacon, Gerhard Richter, Pierre-Auguste Renoir e Andy Warhol. Presenti anche gli italiani Amedeo Modigliani, Lucio Fontana e Alighiero Boetti, nonché uno dei più noti artisti africani del momento, Amoako Boafo. Dunque una vendita molto varia, ma poco sorprendente. Nonostante i lotti invenduti siano stati solamente due, le offerte non hanno superato eccessivamente le stime, se non in pochi e contenuti casi (ad esempio quello di Boafo, la cui opera è stata aggiudicata per $ 800,000).

Infine, biglietto di sola andata per New York, dove Christie’s ha tenuto un evento interamente dedicato al Surrealismo. Sono andate all’incanto opere di Man Ray (già protagonista di una brillante asta di inizio marzo), René Magritte, Yves Tanguy, Max Ernst e Joan Miró.

Magritte

Christies asta
René Magritte (1898-1967), Le mois des vendanges, 1959. Olio su tela, 127.6 x 160 cm. Courtesy Christie’

Si conclude così un evento atipico per la sua struttura tricefala: un viaggio intorno al mondo in cui a far da guida è il potere del mercato dell’arte. Con quest’asta Christie’s sottolinea non solo la sua ormai affermata globalità, ma anche la volontà di imporsi nel mercato orientale, affrontando il pugno di ferro della rivale Sotheby’s che da ormai cinque anni si aggiudica il titolo di leader della piazza asiatica.

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