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AMART – Antiquariato a Milano: arrivederci al 2021

di Elisabetta Roncati
AMART 2021

Si spengono i riflettori sulla mostra mercato al Museo della Permanente con un ottimo successo di pubblico e critica.

Sessantotto gallerie partecipanti, migliaia di opere esposte di eccezionale rarità artistica e storica: dal 27 al 31 ottobre il Palazzo della Permanente si è trasformato in una gigantesca wunderkammer. Dallo Stipo Architettonico con Arione con Arpa su un Delfino (1550-1600) del Museo Poldi Pezzoli, una partnership di pregio quella con l’Associazione Antiquari Milanesi che ogni anno si rinnova, al Suzuribako giapponese in lacca e oro, dalla rara coppa rinascimentale di diaspro di Ottavio Miseroni alla “Madonna con bambino e cherubini” del Della Robbia. Mobilio, tele, sculture, ceramiche, gioielli, arte extra-europea: il minimo comune denominatore dei pezzi esposti ad AMART 2021 è stata la qualità di livello museale.

Un esempio su tutti? “Salomè con la testa di San Giovanni”, opera di Paolo Gerolamo Piola presentata da Giorgio Baratti.

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AMART – Antiquariato a Milano: arrivederci al 2021. Paolo Gerolamo Piola, Genova 1666 – 1724, “Salomè con la testa di San Giovanni”. Olio su tela, 132,5 x 102,5 c

Ottima la rappresentanza di pittori attivi in Lombardia in connessione ad importanti esposizioni che si sono tenute proprio di recente nel capoluogo meneghino. Interessanti i due olii su tela di Francesca Volò Smiller, detta Vincenzina, pittrice attiva nella seconda metà del Seicento e inserita nella retrospettiva “Le Signore dell’Arte”, conclusasi non molto tempo fa a Palazzo Reale Milano.

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AMART – Antiquariato a Milano: arrivederci al 2021. Francesca Volò Smiller, detta Vincenzina (Milano, 1657 – 1700), Natura morta di fiori. Olio su tela, cm 52 x 78.

Dal punto di vista pittorico è stato però l’Ottocento italiano a farla da padrone: Telemaco Signorini, Mosè Bianchi, Giovanni Fattori, fino a sfociare nel secolo breve con Giovanni Boldini, Pompeo Mariani, Emilio Longoni, Giorgio Morandi e molti altri.

Importante notare come alcuni stand abbiano presentato anche un felice raffronto tra opere antiche e creatività moderna. Immancabile, ad esempio, il caro Lucio Fontana. All’incirca trecento anni di capolavori hanno celebrano l’arte pittorica e grafica in tutte le sue forme. Oltre al Museo Poldi Pezzoli anche quest’anno sono stati numerosissimi i partner che hanno aderito e patrocinato il progetto: Regione Lombardia, Città Metropolitana, Comune di Milano, Museo della Permanente, FAI Fondo per l’Ambiente Italiano, Amici del Museo Bagatti Valsecchi, Unione Confcommercio, Promoter Unione, Ciaccio Arte – Broker Insurance Group, Ingegnoli Piante, FIMA Federazione Italiana Mercanti d’Arte.

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AMART – Antiquariato a Milano arrivederci al 2021

Ma la vera novità dell’edizione è stata MOG (Milano Open Galleries): un evento collaterale, organizzato dai Giovani Antiquari Milanesi, una costola dell’Associazione Antiquari dedicata alle nuove leve. Per tutta la settimana, dal 25 al 29 ottobre, sono state proposte aperture prolungate delle gallerie, esposizioni ad hoc, talk, incontri, invitando i visitatori a recarsi direttamente nelle sedi cittadine degli espositori. Le realtà partecipanti sono state ben 40, suddivise idealmente in due zone geografiche contraddistinte dai colori magenta (area centro) e ottanio (Porta Venezia).

Degustazioni, visite ai laboratori e dimostrazioni di restauro, tour guidati organizzati dal New Art Institute per avvicinare il grande pubblico al collezionismo di beni antichi. A sostegno dell’iniziativa è nato anche un sito https://mogmilano.art/ ed i relativi profili social. Troppo spesso l’antiquariato viene considerato un settore d’élite, dai prezzi elevati e difficilmente raffrontabili. L’obbiettivo di MOG è stato scardinare le opinioni comuni, avvicinando i giovani collezionisti mostrando il “dietro le quinte” delle gallerie.

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Ma l’attività dei Giovani Antiquari non si ferma qui.

Nel medio lungo periodo l’obbiettivo è quello di trasformare Milano, per un’intera settimana, nella città dell’antiquariato tramite la creazione di una week riconosciuta, come già fatto a Londra. Del resto molti nuovi operatori arrivano proprio dal panorama londinese e, con coraggio, hanno deciso di tornare in patria. Insomma l’antiquariato non è una questione da “vecchie generazioni” e gli sforzi messi in campo finora, non ultima la campagna pubblicitaria ideata da Paolo Landi, lo testimoniano.  

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