Scuderie del Castello di Miramare, Trieste | 2 aprile – 1° novembre 2026
C’è una sfinge in granito all’ingresso del porticciolo di Miramare. È tolemaica e risale al III secolo a.C. Per oltre un secolo e mezzo ha guardato il Golfo di Trieste in silenzio: unica superstite di una collezione che era partita, che aveva attraversato oceani e che alla fine non era mai tornata…fino ad oggi.
Dal 2 aprile al 1° novembre 2026 quella collezione, o almeno una parte importante di essa, è di nuovo qui nelle Scuderie del Castello che Massimiliano d’Asburgo aveva progettato per contenerla.
Cosa vedere in mostra
Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna presenta oltre cento reperti di antichità egizie: statue, sfingi, papiri, amuleti, manufatti funerari e oggetti di uso quotidiano che documentano millenni di civiltà egizia. Al centro del percorso c’è la storia di come questa raccolta nacque, si trasformò e viaggiò tra tre continenti.
Il percorso espositivo si articola attorno a tre grandi nuclei tematici. Il primo ricostruisce la genesi della collezione: Massimiliano cominciò ad acquistare reperti nei primi anni Cinquanta dell’Ottocento, partendo da un nucleo comprato in blocco da Anton von Laurin, già console generale ad Alessandria d’Egitto. La raccolta crebbe poi attraverso missioni diplomatiche e campagne d’acquisto mirate fino ad includere perfino una spedizione scientifica in Egitto condotta dall’egittologo S. L. Reinisch tra il 1865 e il 1866, su incarico dello stesso Massimiliano, già diventato imperatore del Messico, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la collezione e destinarla a un museo nazionale a Città del Messico.
Progetto che non si realizzò mai: Massimiliano morì fucilato nel 1867 a soli 34 anni.
Il secondo nucleo riguarda Trieste e l’egittomania ottocentesca: accanto ai prestiti viennesi la mostra espone opere del Civico Museo d’Antichità J. J. Winckelmann di Trieste che mostrano come la passione di Massimiliano non fosse un’eccentricità isolata, ma riflettesse un gusto diffuso in una città portuale e cosmopolita percorsa da commerci, viaggi e curiosità intellettuale per il mondo antico.
Il terzo e più ampio nucleo è una riflessione sul concetto stesso di museo: il percorso racconta come cambia il significato di un reperto nel tempo: da oggetto di godimento privato e simbolo di prestigio personale, a bene culturale destinato alla ricerca, alla conservazione e alla fruizione collettiva. Un’evoluzione che la mostra rende leggibile attraverso gli oggetti stessi mettendo in dialogo storia del collezionismo, ricerca archeologica ed evoluzione delle pratiche museali.
La mostra è curata da quattro studiosi di profilo internazionale. Massimo Osanna, direttore della Direzione generale Musei del Ministero della cultura, ha coordinato il progetto scientifico complessivo. Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, ha contribuito alla lettura critica della collezione come prodotto storico e culturale — non semplice catalogo di antichità, ma testimonianza di come l’Europa ottocentesca costruì la propria immagine dell’Egitto antico. Cäcilia Bischoff, storica dell’arte del Kunsthistorisches Museum, e Michaela Hüttner, curatrice della Collezione egizio-orientale del KHM, hanno selezionato i reperti viennesi e garantito il rigore filologico dell’allestimento.
I curatori
Perché le Scuderie di Miramare
Esporre questa collezione alle Scuderie del Castello di Miramare non è una scelta decorativa: è una restituzione di senso.
Miramare fu progettata da Massimiliano stesso come residenza ideale e come contenitore delle sue collezioni. Qui avrebbe voluto allestire i suoi reperti egizi, i naturalia, i cimeli di viaggio in una visione enciclopedica del sapere tipicamente ottocentesca dove arte, scienza e storia convivevano sotto lo stesso tetto.
Un museo privato affacciato sul mare pensato per chi aveva la fortuna e il privilegio di essere ospite dell’arciduca.
Quel progetto non si realizzò mai. La storia, con il suo precipitare verso il Messico e la fucilazione a Querétaro nel 1867, lo impedì. I reperti presero un’altra strada: Vienna, le vetrine del Kunsthistorisches Museum, l’oblio discreto di una collezione lontana dalla città che l’aveva ispirata.
Oggi riportare quegli oggetti tra queste mura significa riattivare il luogo fisico in cui questa storia avrebbe dovuto vivere. Il castello eclettico in pietra d’Istria, il parco affacciato sul Golfo di Trieste, le Scuderie costruite tra il 1856 e il 1860 dall’ingegnere Carl Junker: tutto diventa parte attiva della narrazione. Non una cornice neutra, ma uno spazio che porta già in sé la memoria di Massimiliano: le sue ambizioni, i suoi sogni incompiuti, la sua visione cosmopolita del mondo. Un allestimento scenografico ed evocativo che nessun’altra sede avrebbe potuto offrire con la stessa coerenza storica.
Attività e programma
Accanto alla visita è disponibile un calendario di workshop con egittologa per adulti e famiglie con partecipazione gratuita inclusa nell’acquisto del biglietto. Per le scuole sono previsti percorsi didattici dedicati, visite tematiche, laboratori, itinerari combinati con il Museo Winckelmann a partire da € 5,00 a studente.
Come visitarla
Orari: tutti i giorni ore 10:30–18:30 (ultimo ingresso ore 17:30)
Biglietti Solo mostra: €15,00 intero / €10,00 ridotto / €5,00 (studenti e 6–25 anni) Castello + mostra: €17,00 intero / €7,00 ridotto (18–25 anni UE) Gratuito con FVG Card e nei casi previsti dalla legge
Online: coopculture.it
Come arrivare In auto: A4 direzione Trieste, uscita Sistiana, poi SR14 fino al segnale “Castello di Miramare”. In treno: stazione Trieste Miramare, 15 minuti a piedi. In bus: dalla stazione centrale, linee 6 o 36 direzione Miramare-Grignano.
Indirizzo: Scuderie del Castello di Miramare, Viale Miramare — 34151 Trieste Info: miramare.cultura.gov.it
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