Pensi di conoscere la fotografia giapponese?
Araki, Moriyama, Sugimoto: nomi leggendari, un linguaggio fortemente identitario e autoreferenziale. Ma qualcosa sta cambiando e Trieste ha deciso di mostrartelo fino al 7 giugno 2026.
Al Magazzino delle Idee in Corso Camillo Benso Conte di Cavour 2 è aperta la mostra “JAPAN. Corpi, memorie, visioni”: 80 opere, 16 artisti giapponesi contemporanei, tre sezioni tematiche. Prodotta da ERPAC (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia) e curata da Filippo Maggia e Guido Comis, la mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00.
La fotografia giapponese del Novecento ha sempre avuto un’identità fortissima, ma le nuove generazioni stanno aprendo la porta a qualcosa di diverso: questioni di genere, memoria collettiva, corpo come spazio politico, dialogo con il mondo occidentale.
La mostra si articola in tre nuclei: “Memoria e Identità” raccoglie i lavori di Noriko Hayashi e Tomoko Yoneda che fotografano edifici coloniali giapponesi a Taiwan, memorie silenziose di un passato ancora difficile da elaborare, accanto alle riprese zenitali di Susumu Shimonishi,che si filma dall’alto mentre l’umanità gli scorre accanto indifferente. “Corpo e Corpi” esplora il corpo come luogo politico: Ryoko Suzuki affronta il tema della violenza sulle donne, Sakiko Nomura, ex assistente di Araki, fotografa nudi maschili attraversati da una timidezza quasi tattile. “Realtà e Visione” si chiude con le immagini meditative di Hiroshi Sugimoto, maestro nel rendere il tempo una materia tangibile, e le scenografie luminose di Tokihiro Sato che trasforma la fotografia in uno spazio narrativo.
La mostra è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 19.00.
In occasione dell’esposizione è stato pubblicato anche un volume curato da Maggia e Comis, edito da Silvana Editoriale con il supporto della Japan Foundation: un ottimo companion per chi vuole approfondire.




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