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“Ossimoro d’arte”. Il Realismo Magico a Palazzo Reale

di Silvia Bolzoni

Sono sguardi indagatori, diretti, a volte inquietanti quelli che incontrerete alla mostra sul Realismo Magico a Palazzo Reale fino al 27 febbraio 2022. Lo sguardo assorto di una donna in trono, come una Madonna quattrocentesca, quello un po’ arrogante e di sfida di una ragazzina, quello inquieto di De Chirico che si specchia nel suo autoritratto e molti altri ancora, in un panorama umano quanto mai variegato. Come i personaggi di un romanzo corale, vagamente alla Marquez. 

Ma chi sono questi personaggi? Questi effigiati che sembrano flirtare con i loro avi di 500 anni prima, strizzando l’occhiolino a certi ritratti fiamminghi e del primitivismo quattrocentesco? 

Tra di loro, uomini d’affari, medici, signore della borghesia che tra gli anni ’20 e gli anni ’40 sono alla ribalta della storia minuta, quella di ogni giorno

Perfetti sconosciuti che salgono sul palcoscenico, dipinti con grande realismo. Eppure qualcosa sfugge alla realtà: bloccati nella loro cornice senza tempo, a volte senza spazio definito. La rassegna, a cura di Gabriella Belli e Valerio Terraroli, spiega benissimo, anche al visitatore che per la prima volta vi si avvicina, cosa sia stato questo movimento artistico nato fra i due conflitti mondiali.

“Ossimoro d’arte”. Il Realismo Magico a Palazzo Reale

“Ossimoro d’arte”. Il Realismo Magico a Palazzo Reale
“Ossimoro d’arte”. Il Realismo Magico a Palazzo Reale

In Europa, il critico Franz Roh coniava il nome di Realismo Magico, un vero e proprio ossimoro, per indicare le opere di alcuni pittori che guardavano alla classicità come idea di ritorno all’ordine nel primo dopoguerra, pittori che già erano vicini alla corrente della Nuova Oggettività ma con aspetti dissonanti.  

In Italia, fu Massimo Bontempelli a definire realismo magico le opere di alcuni artisti come Felice Casorati, Antonio Donghi e Cagnaccio di San Pietro, pseudonimo di Natalino Bentivoglio Scarpa, autori che oscillavano fra surrealismo e ritorno alla classicità.

Artisti che spesso sceglievano di rifarsi alla tradizione figurativa trecentesca e quattrocentesca, come Carlo Carrà, presente in mostra con un’opera fortemente evocativa della cultura giottesca, “Le figlie di Lot” del 1919, considerato un passaggio importante fra Metafisica e Realismo Magico.  O come Funi e Oppi, che richiamano nella loro ritrattistica quelle che erano state le novità fiamminghe del primo 500.

Gli anni Venti sono stati il momento di maggiore prosperità di questa corrente. Artisti come Broglio, Bacci e Carlo Levi si cimentavano in scene di genere a prima vista tradizionali ma mutate nei tratti espressionisti, nelle linee e nella costruzione bloccata dell’immagine. Fermi immagine di quelli che sembrano universi paralleli, dove il tempo non esiste.

Negli anni trenta, con l’affermarsi dell’ideologia nazionalista legata all’avvento del regime fascista che con forza orientava le scelte stilistiche dell’epoca, in pochi rimasero ad indagare le atmosfere sospese e surreali del quotidiano: la figura più singolare e di spicco è Cagnaccio di San Pietro. In mostra si trova il suo capolavoro “Dopo l’orgia”, rifiutato alla Biennale del 1928 perché visto come una critica al regime.

“Ossimoro d’arte”. Il Realismo Magico a Palazzo Reale

“Ossimoro d’arte”. Il Realismo Magico a Palazzo Reale
“Ossimoro d’arte”. Il Realismo Magico a Palazzo Reale

Nota di merito, infine, all’allestimento: pulito, spazioso e ben illuminato, requisiti fondamentali per potersi godere l’esperienza. La mostra è pensata su grandi spazi, i quadri non sono mai ammassati o troppo vicini e in mostra ci si muove bene, con la possibilità di ammirare le opere senza avere il campo visivo intralciato da distrazioni. Un allestimento sobrio, dai colori terrosi che riposano la vista per far emergere le opere, abbinato a un’illuminazione curata (finalmente!), che permette di cogliere i dettagli di ciascun quadro senza farsi venire il torcicollo per evitare i riflessi. Evviva!

arte

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Palazzo Reale

Piazza del Duomo, 12 – Milano

T:+39 02 884 45 181 (lun-ven dalle 9 alle 16)

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