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La Fondazione dei Musei Senesi sfida la crisi grazie ai giovani

di Sara Petrino
Musei Senesi

Intervista ad Amalia Bonacci

Musei Senesi

L’Italia, con la pandemia, sembrava essere arrivata al capolinea. Vari settori in crisi e, primo fra tutti, quello della cultura.
Riaperti da non molto, in che modo i musei hanno combattuto la pandemia e come si apprestano ad affrontare le sfide che li attenderanno in futuro?
Per rispondere a queste domande ho deciso di intervistare Amalia, giovane laureata in Storia dell’Arte a Firenze, specializzata in Cultural Management grazie a un master di II livello e attiva in ambito culturale e museale.

MUSEI


Amalia Bonacci, classe 1991, oltre a collaborare con varie realtà culturali della Toscana, lavora per la Fondazione dei Musei Senesi nell’area Comunicazione e digital media. Per FMS è dunque social media manager, cura la digital strategy, le campagne di comunicazione e vari progetti di coinvolgimento online e offline.
Una vera forza!

Lei, insieme al team, è sempre pronta a seguire la mission della Fondazione: un luogo che si ripropone come spazio nuovo, basato sul dialogo e la condivisione.
Qui si incontrano i professionisti dei musei, gli amministratori e le comunità locali, oltre ovviamente i
numerosi visitatori che ogni anno vengono accolti dalla FMS.

La Fondazione dei Musei Senesi sfida la crisi grazie ai giovani

S.P. Amalia, dunque, quali obiettivi vi siete prefissati? Che azioni sono state messe in atto?

A.B. L’obiettivo principale ruota intorno alla collaborazione e al senso di appartenenza: si punta infatti a coadiuvare i musei della fondazione affinché diventino sempre di più spazi di accoglienza. Vogliamo “far sentire bene, a casa” i nostri visitatori. Alla base del piano di comunicazione vi è un intento preciso: diffondere la conoscenza per stimolare un senso di appartenenza, oserei dire un “affetto”, nei confronti del ricchissimo patrimonio culturale delle Terre di Siena.

Cultura


Infatti, oltre alla valorizzazione del patrimonio culturale, abbiamo scelto di mettere in luce le storie delle persone che sono dietro a tutto questo. I soggetti che lavorano, che contribuiscono alla creazione e alla conservazione dell’immensa ricchezza che abbiamo. Ci piace dunque accorciare le distanze portando avanti una politica di inclusione sociale e accessibilità culturale.
Per questo, specialmente negli ultimi due anni, la FMS si è concentrata nel potenziare e migliorare la propria presenza online: oltre alla realizzazione di un nuovo sito web, è stata messa in atto una nuova strategia comunicativa sui principali social, Facebook e Instagram. Il tutto grazie a un processo di re-branding.

S.P. Interessante! Ancora molte persone sono scettiche quando si parla di branding in ambito museale.
Penso che questo possa essere d’ispirazione: raccontaci.
Musei Senesi

A.B. Certo. Dal 2019 la Fondazione dei Musei Senesi ha completamente trasformato la propria immagine istituzionale. A partire dal logo e dal nuovo payoff “Un territorio, tante storie”. Raccontare aneddoti diversi: questo è il significato del payoff. Si vuole sottolineare che nei piccoli musei si possono fare scoperte uniche, in quell’atmosfera del “buon vivere” che oggi tanto più trova significato lontano dai flussi del turismo tradizionale.
Un patrimonio culturale, quello valorizzato dal FMS, che abbraccia ben quattro siti UNESCO e oltre quaranta musei dedicati alle diverse anime della nostra identità: l’arte, l’archeologia, la scienza e la memoria. Si ribadisce dunque il concetto di museo diffuso a cui la rete museale FMS si rifà.

Dai capolavori alle opere più inedite, il visitatore delle Terre di Siena non può che restare affascinato dalla varietà che le istituzioni culturali offrono.

Musei Senesi
La Fondazione dei Musei Senesi sfida la crisi grazie ai giovani

S.P. Sono stata più volte in Toscana e ho visitato Siena e dintorni. Non posso che darti assolutamente ragione! Si respira decisamente un’aria diversa. Dunque, quali progetti sono stati avviati?

A.B. Ruotano tutti attorno al formato audio, ma anche video.
La FMS punta così sul podcast con il progetto “FMStreaming”, che è anche il nome del canale podcast dei musei senesi: un contenitore audio nel quale si avvicenderanno diversi progetti.
Si tratta in sostanza di cicli di interviste brevi: dopo il primo ciclo, in cui abbiamo invitato gli artisti contemporanei a raccontare i musei senesi, abbiamo deciso, in un secondo round, di metterci la faccia.

Siena


Cosa significa? Vuol dire che è arrivato il momento di mostrare cosa c’è “dietro le quinte”, dando voce alle persone che “vivono” ogni giorno i beni artistici, a cominciare dai direttori e responsabili fino agli operatori museali e culturali. Non viene raccontata solo l’esperienza professionale, ma anche quella personale. Questo è il modo migliore per raggiungere l’obiettivo di cui parlavamo prima: “ridurre le distanze” tra musei e pubblico, scardinare gli stereotipi attorno alle figure dei professionisti museali, visti come “distanti”, autorevoli, poco empatici, elitari.
Questa idea è solo un pregiudizio: i musei delle Terre di Siena sono principalmente piccole istituzioni in cui lo spirito di accoglienza e senso di familiarità sono alla base del lavoro.

Musei Senesi


Oltre a questo, il progetto si propone di diffondere le esperienze e conoscenze sul settore museale.
In effetti è l’obiettivo che mi pongo anche io, chiamandoti in causa. Vorrei dare speranza a chi opera in ambito culturale e museale, soprattutto agli studenti o giovani professionisti del settore che combattono ogni giorno con l’angoscia di un futuro incerto.
Con il progetto “FMStreaming” il museo riesce a rompere i limiti fisici, ad entrare nelle case, nel quotidiano, a incuriosire diverse tipologie di ascoltatori (e potenziali visitatori).

Musei Siena
La Fondazione dei Musei Senesi sfida la crisi grazie ai giovani

S.P. Ci sono anche altri progetti? Sono nate delle collaborazioni? Musei Senesi

A.B. Certo. Ti parlo di un progetto realizzato dai “Museum Angels”, giovani volontari del servizio civile regionale: “Non aprite quella porta”. Il titolo richiama il cinema horror, ma è anche e soprattutto un invito a mettere in atto una spinta positiva e propositiva, fornendo nuove chiavi di lettura delle collezioni con un linguaggio più immediato e contemporaneo.
Il progetto è in collaborazione con uRadio, la radio degli studenti dell’Università di Siena e coinvolge la fascia di pubblico dai 18 ai 30 anni che studiano o lavorano a Siena. L’obiettivo è, ovviamente, promuovere le bellezze del territorio e far scoprire cos’è conservato nei nostri musei!

Siena


In quattordici settimane, dal 16 marzo al 19 giugno, si alterneranno sui canali social dei musei senesi e della radio alcuni contributi video e audio dedicati all’esperienza dei volontari in un anno così particolare e complicato.
Infatti, se da un lato il Covid-19 ha imposto molte restrizioni, dall’altro ha offerto ai ragazzi del servizio civile la possibilità di partecipare ad attività molto importanti per la vita dei musei.
Grazie a questo progetto i racconti personali dei “Museum Angels” potranno essere trasmessi ai loro coetanei e scardineremo, finalmente, lo stereotipo del museo statico, polveroso, elitario…per far scoprire, invece , “le storie e le collezioni che si nascondono dietro a quelle porte”!


S.P. Tutto questo è fantastico. In sostanza la pandemia ha fatto emergere nuove esigenze come, ad esempio, la necessità di conoscere più a fondo chi lavora a stretto contatto con le
collezioni museali. Corretto?
Musei Senesi

A.B. È vero Sara e, a tal proposito, ti cito un ulteriore progetto, che non è della FMS, ma rientra nell’ottica di raccontare i musei in modo diverso.
In un momento in cui il pubblico è saturo di immagini, dirette Facebook e post su Instagram, nasce “Piccoli Musei Narranti”, promosso dall’Associazione Nazionale Piccoli Musei (APM) a cui FMS e le istituzioni che vi afferiscono hanno aderito. Si tratta di un progetto di letture ad alta voce, pubblicate online tra novembre 2020 e gennaio 2021. In questa maratona di video letture, ognuno dei Piccoli Musei ha raccontato se stesso, la propria comunità e il territorio a cui appartiene. Il progetto ha riscosso un gran successo: hanno partecipato ben 150 realtà museali!

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