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Difendere le arti – Art Nomade Milan News

di Valentina Crifò
Difendere le arti

Coincidenze storiche: a distanza di trecento anni, un artista e un Papa si alleano per la tutela del patrimonio. Di chi sto parlando?

Difendere le arti

1515. Leone X designa Raffaello Sanzio “Ispettore generale delle Belle Arti”

Uno dei primi ministri dei Beni Culturali fu proprio lui! Certo, ancora non erano classificati sotto la dicitura beni culturali, ma già suscitavano un senso di materna protezione e devozione.

Leggete cosa scrive Raffaello al Papa dopo aver compiuto una lunga riflessione (la lettera fu redatta assieme a Baldassarre Castiglione)

Padre Beatissimo,

Mi sono molto documentato sul passato e mi rincuora vedere il cadavero di quest’alma nobile cittate, che è stata regina del mondo, così miseramente lacerato.

Arti

Roma. Passano i secoli, ma le voci su di te rimangono le stesse. Raffaello prosegue lamentandosi dell’incuria.

Molto danno è stato arrecato, ma qualcosa ancora resta. Tuttavia, non dobbiamo puntare il dito soltanto verso lo straniero che commette scempi: abbiamo avuto molti pontefici, prima di Voi, che hanno permesso la distruzione dei templi antichi, delle statue e degli edifici che rappresentavano la gloria dei loro progenitori”.

Insomma, un colpo alla botte ed uno al cerchio…

Questa Roma, così nuova e anche bella, riposa sulla calcina fatta di marmi antichi. Dobbiamo applicarci per difendere la nostra città dai maligni e ignoranti […]”.

Difendere le arti

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Difendere le arti – Art Nomade Milan News – Raffaello, ritratto di Leone X con i cardinali

Infine, esorta il Papa a fare qualcosa.

Padre Santo, deve applicarsi per […] risvegliare gli ingegni, premiare le virtuose fatiche e spargere il seme della pace. Perché, come dalla calamitate della guerra nasce la destruzione, ruina di tutte le discipline e arti, così dalla pace e concordia nasce la felicitate a’ popoli e aggiunge al colmo della excellenzia.

Attiviamo la nostra macchina del tempo.

1815. Pio VII manda Antonio Canova a Parigi per recuperare le opere d’arte italiane.

Tutti sanno che Napoleone ha trafugato parecchie opere d’arte. Pochi sono al corrente che la Monna Lisa non faceva parte di questo bottino (e canticchiano ancora la cantilena “ridateci la Gioconda”). In pochissimi hanno notizia di come Canova abbia riportato in patria una cospicua percentuale di questo saccheggio. Immaginatevi come fu accolto una volta giunto a Parigi. Certo non col tappeto rosso. Vivant Denon, direttore del Louvre, tentò sistematicamente di ostacolare il suo intervento. Famoso l’aneddoto in cui lo si apostrofò affermando che il manoscritto di cui si voleva appropriare non fosse italiano perché palesemente redatto in cinese.

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Difendere le arti – Art Nomade Milan News – Antonio Canova, busto di Pio VII

Canova (e qui me lo immagino con lo sguardo colmo di commiserazione) rispose che, “essendo scritto da Leonardo Da Vinci“, andava letto da destra verso sinistra. Il Papa aveva scelto l’uomo giusto e noi ottenevamo indietro il Codice Atlantico.

In un momento come questo vorrei tanto che un Papa e un artista si alleassero per fare qualcosa di buono per il nostro patrimonio che giace in stanze deserte e serrate a doppia mandata.

Dobbiamo aspettare il 2115?

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